PRESETS vs COLOR PROFILES

È giunto il momento di fare un poco di chiarezza sulla differenza tra preset e profili colore, ma soprattutto sulla differenza tra i vari tipi di profili colore.  Purtroppo c'è molta disinformazione ma cercherò di riassumere brevemente alcuni concetti riportati nelle le tabelle comparative che definiscono le differenze tra i diversi tipi di profili colore e i preset o gli stili.

I PRESET NON SONO PROFILI COLORE!

Primo

emendamento

Non confondete il fatto che i colori dell'immagine si posano modificare o anche migliorare con il reale funzionamento di un profilo colore. I preset sono né più né meno che semplicissimi blocchetti degli appunti! In pratica ripristinano le vostre impostazioni preferite in modo che non dobbiate perdere tempo a inserirle per ogni immagine. Quindi se cambiate luce, macchina, esposizione o situazione di ripresa diventano inutili. Cioè proprio toglietevelo dalla mente, i preset non hanno nulla a che fare con i profili colore, sono solo delle preferenze soggettive e molto personali che possono fornire un'impostazione di base del vostro programma di sviluppo, chi ve li vende come una panacea sbaglia!
 

I PROFILI XMP NON SONO PROFILI COLORE!

Secondo

chiarimento

E qui sorge la domanda: ma cosa stai dicendo? I così detti profili colore evoluti lanciati da Adobe nel 2018 non hanno nulla a che vedere con un reale profilo colore DCP, si basano infatti su di essi e sono semplicemente file che contengono funzioni di correzione basate su curve e impostazioni del software di sviluppo. In pratica sono dei preset evoluti che però, grazie all'utilizzo di specifiche curve (LUT) e tabelle consentono un maggior controllo di saturazione, colore, dinamica, costruzione del nero e via dicendo. Il loro grande vantaggio è che è possibile modularne l'intensità e quindi l'azione. Valido anche in questo caso, i profili colore XMP non hanno nulla a che fare con i DCP, possono ottimizzare lo sviluppo di tutti i file ma non possono migliorarne la qualità in fase di conversione!

I PROFILI COLORE DCP SONO COMPLESSI!

Terza

verità

Tradotto in modo diretto e semplice: un profilo colore DCP definisce in modo univoco e inopinabile le proprietà del sensore. In senso assoluto esiste un solo profilo colore realizzabile per ogni singolo modello di fotocamera. Purtroppo vi sono più di 64.000 miliardi di profili possibili per ogni singolo sensore (realizzabili con appositi software che aggiungono ulteriori variabili dopo aver letto una chart perfettamente calibrata, quindi sono qualche tanto mila miliardo in più) quindi la perfezione assoluta non esiste, si può arrivare al miglior risultato pensabile ma non alla perfezione. Ecco perché c'è molto margine di manovra per creare profili colore DCP sempre migliori e migliorabili ecco perché deve essere sempre ricercato lo sviluppo del profilo ideale.

Il file RAW contiene tutte le informazioni immagazzinate dal sensore e pertanto, da come vengono bilanciati i canali all'apertura del file, si determina il risultato finale del processo di sviluppo. Il profilo colore DCP agisce fin dalla creazione dei canali RGB di ogni singola immagine, pertanto ancora prima dell'inizio del processo di sviluppo, consentendo al software di calcolare propriamente ogni singolo pixel e di conseguenza mette in condizione l'algoritmo di produrre il miglior risultato possibile. Un profilo corretto consente pertanto di ottimizzare il file al punto da diminuirne il disturbo, migliorare le texture e soprattutto la definizione, la nitidezza e la compattezza del colore oltre alla dinamica. Purtroppo, se un buon profilo migliora la qualità di un file, un pessimo profilo colore lo peggiora irrimediabilmente.

COSA SONO?

PRESET/PREDEFINITI

PROFILI COLORE XMP

PROFILI COLORE DCP OTTIMIZZATI

Sono file XMP che impostano le preferenze di sviluppo di un software

Sono file XMP che definiscono il comportamento di un profilo colore nelle fasi di sviluppo

Sono documenti contenenti i dati essenziali per lo sviluppo

COSA FANNO?

PRESET/PREDEFINITI

PROFILI COLORE XMP

PROFILI COLORE DCP OTTIMIZZATI

Memorizzano le impostazioni di base di un programma di sviluppo

Interagiscono con il profilo colore al fine di variare alcune funzioni di sviluppo

Forniscono al software le impostazioni di sviluppo corrette per uno specifico sensore

A COSA SERVONO?

PRESET/PREDEFINITI

PROFILI COLORE XMP

PROFILI COLORE DCP OTTIMIZZATI

Riprodurre con costanza specifiche situazioni di sviluppo

Declinano un profilo colore in molteplici situazioni di ripresa

Determinano il modo in cui il software interagisce con i dati registrati di una fotocamera

SU COSA SI BASANO?

PRESET/PREDEFINITI

PROFILI COLORE XMP

PROFILI COLORE DCP OTTIMIZZATI

Su un profilo colore

Su LUT, tabelle e profili colore

Su tabelle e matrici di calcolo

IN QUALE FASE DELLO SVILUPPO INTERVENGONO?

PRESET/PREDEFINITI

PROFILI COLORE XMP

PROFILI COLORE DCP OTTIMIZZATI

Dopo la selezione del profilo colore

In tutte le fasi di sviluppo determinando la modifica dei dati in ingresso e in uscita

Interagiscono con i dati contenuti nei file RAW in tutte le fasi di sviluppo

DA CHI SONO REALIZZATI E DISTRIBUITI?

PRESET/PREDEFINITI

PROFILI COLORE XMP

PROFILI COLORE DCP OTTIMIZZATI

Molti utenti, fotografi e fotoamatori

Molti utenti, fotografi e fotoamatori

Poche aziende distributrici di software, consulenti e sviluppatori

TheSpack si basa su una serie di profili colore sviluppati con un workflow proprietario e combinati con profili evoluti XMP per estenderne le proprietà a ogni campo di utilizzo. Per agevolare la selezione del profilo colore più idoneo vengono usati i preset senza alterare alcuna fase dello sviluppo. In definitiva il preset richiama esclusivamente una serie di profili che ottimizzano l'immagine di partenza consentendo al fotografo di raggiungere la massima qualità possibile e integrando, secondo le proprie esigenze, le personali impostazioni al fine di mantenere il proprio gusto estetico ottenendo il massimo dalla propria attrezzatura. Le ragioni di queste scelte sono tutte nella tabella seguente, solo con la combinazione di più moduli è possibile fornire al fotografo l'ottimale controllo del proprio lavoro.
Ma una domanda che nasce spesso spontanea è: CHI LI REALIZZA?
Comunemente si tende a pensare che siano le principali aziende produttrici di software a realizzare i profili colore migliori, è vero in parte ma non è propriamente così. L'unica azienda che sta operando in questo momento una forte ricerca nel settore dello sviluppo dei profili colore è Capture One il cui software, però, è limitato dalla propria tecnologia che non consente di realizzare profili per fotocamere digitali ma solo profili colore per sistemi di acquisizione. Sembra banale ma questa è una grande differenza. I profili ICC sono nati per scanner e stampanti e si sono evoluti per proiettori e monitor, strumenti semplici e condizionati da un fattore determinate: nessuno di questi prodotti è soggetto a repentini cambiamenti nelle situazioni d'uso.
Le fotocamere sono state assimilate agli scanner e pertanto vengono considerate prodotti che operano in condizioni di illuminazione riproducibili. Per questa ragione i software che si basano su questi sistemi sono molto più limitati nelle interazioni con i profili colore e è richiesta una maggior attenzione nello sviluppo e precisione nel controllo di ogni sua fase.
Nel caso del flusso di lavoro con i profili DCP si hanno invece ottimi risultati con software evoluti e meno noti al grande pubblico (RAWTherapee, Darktable, Iridient Developer) che consentono il pieno controllo del profilo anche in fase di lavorazione e permettono agli utenti di ottimizzare oltre misura ogni singola immagine. Purtroppo non sono software così flessibili, comodi e funzionali e pertanto il guadagno in qualità non è equiparabile alla perdita di tempo che si ha in fase di ottimizzazione del file.
Il concetto sul quale si basa lo standard di Camera RAW (Adobe) è molto semplice: meno problemi e più benefici. In definitiva è logico, non fa una piega, un singolo profilo colore per essere sviluppato e ottimizzato richiede svariati giorni di lavoro e spesso molti collaudi, limitarne la dinamica permette di fornire a tutti gli utenti un prodotto discreto e omogeneo senza necessariamente incorrere nei costi e nelle problematiche di sviluppi complessi. Questo comporta un pregio e un difetto: l'utente è libero di interpretare i colori a proprio piacimento e gestire la fase di sviluppo adattando i dati alle proprie esigenze. Allo stesso tempo, però, più lavora l'immagine, più si allontana dalla reale qualità di ripresa modificando spesso i canali e la successiva creazione del file raster, rendendo in questo modo impegnativo il successivo lavoro di selezione e ottimizzazione del file svolto dai professionisti che lo preparano per la stampa, la proiezione e la condivisione. Questa visione, inoltre, non porta a sviluppare la miglior soluzione e tantomeno a estendere al massimo la resa qualitativa di una fotocamera digitale. Ma ancor più porta a una forte discrepanza cromatica tra differenti fotocamere poiché il file non viene controllato e ottimizzato in fase di sviluppo dato che il profilo colore si basa su uno standard e non su una personalizzazione tesa a un riferimento assoluto.Esistono pertanto molti sviluppatori che realizzano e perfezionano una complessa ricerca sui profili colore portandoli alla loro massima espressione d'uso. Non sempre, però, intendono condividere il proprio operato essendo questo un mercato destinato a una ristretta cerchia di professionisti che sviluppano ingenti investimenti.
Un'altra domanda che spesso nasce è relativa alla realizzazione del profilo colore: QUANTI PROFILI COLORE DCP SERVONO?
La risposta è difficile, in senso pratico teoricamente uno solo, dato che il profilo colore DCP contiene tutte le matrici e le informazioni per consentire una corretta conversione dei dati, ma in senso assoluto: dipende tutto dalle personali esigenze.
Il profilo colore viene generato in base a una serie di decisioni complesse che non sono propriamente funzionali a tutti i tipi di fotografia! Nello specifico: possiamo scegliere se realizzare un profilo colore per repro fotografia (riproduzioni con luce calibrata) o fotografia dinamica, a uno o a due illuminanti, selezionare il tipo di illuminante utilizzato, il tipo di matrice di destinazione, ovvero se deve essere estesa o ridotto a uno spazio colore più funzionale come l'Adobe RGB. Possiamo anche determinare la curva di contrasto, la curva di saturazione, la mappatura del colore e altre funzionalità come la preservazione dei colori al variare della saturazione o la modulazione della saturazione nelle alte luci. In definitiva è una funzione matematica complessa che richiede interventi complessi. Quindi, sì, in generale basterebbe un profilo colore ma in senso assoluto no, non è possibile essere così drastici e limitati poiché vi sono diversi ambiti nel campo della fotografia in cui si richiedono differenti impostazioni per il calcolo dei dati dello stesso sensore.​